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RI-SEN-TI-MEN-TO

RI-SEN-TI-MEN-TO

Non c’e alcuna utilità nell’essere ancorati alle emozioni nocive come l’odio,l’invidia o il risentimento
Mi soffermerei però sulla peggiore di tutte che è il
RI-SEN-TI-MEN-TO
che in latino rende meglio l’idea e si trasforma in
“Indignazione e dolore”
 
E’ pur vero che Il rancore e la collera non sono mai senza una ragione, ma difficilmente ne hanno una buona.
Ad ogni modo, quando proiettiamo all’esterno la colpa creiamo rancore e risentimento.
Quando veniamo feriti profondamente da chi amiamo, viviamo come unico desiderio/energia, quello di eliminarne la fonte.
 
Tutto ciò è molto umano….
E’ uno schema di sopravvivenza della specie che può risultare utile a difenderci, a far valere i nostri diritti a far conoscere agli altri in che modo ci feriscono.
Spesso il dolore è tanto più forte quando viene inferto, consapevolmente o meno, da qualcuno che amiamo.
L’deale è chiarirci o confrontarci subito con chi crediamo ci abbia ferito,perchè scontato è, che se ci ha ferito è perchè per noi, era persona considerata.
Resta inteso che:
Non ha senso punire un sentimento in quanto equivale ad un esternazione spesso inconscia e poco gestibile e circoscritta ad eventi o situazioni spesso inattese.
 
La mente che non perdona vede sé stessa come innocente e gli altri come colpevoli, prospera nel conflitto e nel voler avere ragione, è confusa, arrabbiata e piena
di timori.
Attribuisce agli altri il potere di renderci infelici o felici, crea aspettative e inventa delusioni, e crea il presupposto al vittimismo.
Un’opportunità di chiarimento, di miglioramento è veramente utile per il benessere delle relazioni.
Imparare a dire :
“Ti amo, ma ciò che mi hai detto o fatto mi ha fatto molto male e ti ho odiato per questo e voglio condividerlo con te per evitare che possa riaccadere, per favore”, è un potentissimo mantra che va oltre ed arriva alla nostra coscienza.
 
Parliamo dei nostri tormenti, e lasciamo fluire le energie in una modalità poco usata che è quella con l’ascolto attivo, evitando di giudicare in maniera soggettiva, o dare considerazioni solo dal proprio punto di vista
” Le persone non sono i loro comportamenti “
 
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