La rivoluzione sessuale degli anni ’60

La “rivoluzione sessuale” fu un sostanziale cambiamento culturale nella moralità riguardo alla sessualità che ebbe luogo fra i tardi anni sessanta ed i primi anni settanta.

In quegli anni, più che un netto cambiamento, ci fu un “coming out” di ciò che già era in corso di cambiamento dopo l’oppressivo puritanesimo che ha affondato radici così profonde che ancora oggi, in alcune zone rurali, insistono.

i figli dei fioriSicuramente la matrice religiosa italiana non ha favorito l’evoluzione del pensiero dei principali portavoce della rivoluzione sessuale: i figli dei fiori, gli hippies.

In quel decennio, si sentiva parlare pubblicamente del sesso orale come metodo contraccettivo e le donne iniziavano ad avere più partner, per scelta ed iniziando le proprie esperienze sessuali prima del matrimonio. Solo negli anni ottanta ci fu una inversione di tendenza, a causa della paura della diffusione dell’AIDS.

Ci trovavamo, insomma, in un vero e proprio vulcano in eruzione, il tutto era condito dalla lotta per i diritti, la lotta per la riforma universitaria, la formazione di gruppi contro la guerra in Vietnam e la sempre maggiore raggiungibilità dei mass media nelle case.

Le masse erano fomentate da idoli e rivoluzionari quali: Bob Marley, Che Guevara, Elvis, The Beatles, Rolling Stones; Su questi potremo in seguito parlarne, se vorremo parlare dei rapporti che legano la politica, la musica, i pacifisti ed i guerrafondai di quel periodo.

Per non dare un’imprecisa idea di ciò che scrivo, voglio puntualizzare che la rivoluzione sessuale non è il diritto di un qualsiasi gruppo o singolo di fare sesso “libero” in luoghi pubblici e nei moti più anticonvenzionali ma è principalmente una rivoluzione “mentale”, come già studiavano e prevedevano noti psicologi “agognabili” quasi mezzo secolo prima.

Sicuramente la rivoluzione sessuale ha portato alla nostra società non solo dei vantaggi, persone poco informate, hanno assunto un atteggiamento più “leggero” nei confronti del sesso e ciò ha portato all’aumento delle malattie sessualmente trasmissibili. Il vecchio e sano modello di famiglia è rimasto, non distrutto ma frantumato. L’aumento del femminismo favorì “all’imbrutimento” dell’uomo se non alla perdita della gentilezza che vedeva l’uomo quale “cavaliere” della donna e faceva sognare le donne nell’età romantica del secolo appena scorso. Cos’è un uomo senza la gentilezza? Poco più di una bestia (Rei, Gentilezza, da I sette principi del Bushido). Le donne, allora, apparivano sempre meno “mamme” e “cenerentole” con un conseguente degrrado degli adolescenti che prendevano il posto dei “balilla”.

Il 10 dicembre 2016

Fabio “Guerriero”

3 commenti su “La rivoluzione sessuale degli anni ’60

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