Donne diversamente Naziste – L’Olocausto

Il 27 gennaio prossimo, come ogni anno, sarà la giornata della memoria all’Olocausto.

Olocausto (non a caso scritto maiuscolo) che dal greco vuol dire “interamente bruciato”, è il termine che ci ricorda il genocidio di circa 15000 persone durante la persecuzione Nazista agli ebrei Europei.

Ma noi non vogliamo scrivere altro sull’Olocausto perché a breve sarà largamente trattato da tutti i media.

Noi vogliamo ricordare ciò che accadde alle donne ariane, quelle donne che sono state “abusate” dalla prepotenza Nazista, donne impiegate in “bordelli”, nei campi di concentramento. Bordelli istituiti dai nazisti grazie all’ignobile idea di un Ufficiale delle SS chiamato Himmler.

Heinrich Himmler era un infelice ex contadino, gracile e complessato ma molto appassionato di musica. Evidentemente il complesso superava la sensibilità alla musica e nel periodo dal 1942 al 1945 come incentivo per i lavoratori forzati trasferiti in Germania, fece attrezzare detti luoghi di perdizione nei Lager stessi. L’idea venne propagandata con la vile e fascista giustificazione morale che in questo modo si evitava il più possibile la “degenerata omosessualità” diffusa nei campi tra i prigionieri. Egli stesso si compiaceva a farsi chiamare “il boia senza pietà”.

Himmler, l’anima nera del nazismo, dispose quindi che tutti i principali lager/bordello fossero forniti di donne tedesche (per il 70%) e le altre provenienti dai paesi occupati. Erano escluse le italiane e le ebree, ritenute contaminanti per il loro sangue non ariano.

Le “spintaneamente” prescelte erano tutte ragazze sotto i 25 anni di età e predisposte a prostituirsi dopo un periodo di “rodaggio e convincimento” fatto di violenze e stupri. Alle stesse veniva promessa la concessione della libertà dopo sei mesi di “lavoro” ma, ovviamente, la promessa Nazista non veniva mai onorata.

Questi Lager, per le SS, era una fonte di guadagno, i postiboli potevano essere normalmente utilizzati dal personale di guardia al campo, dagli internati criminali comuni (contraddistinti dal triangolo verde) e in generale dai prominenti di razza “ariana”, al modico prezzo di due Reichsmark. Da questo “bonus” erano esclusi gli ebrei e i prigionieri di guerra russi.

Con questo articolo, in questo giorno della memoria, voglio condividere che che le martiri da “ricordare”, non furono solo ebree.

Il 23 gennaio 2017

Fabio “Guerriero”

1 commento su “Donne diversamente Naziste – L’Olocausto

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