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Covid-19 Cambiamento e nuove abitudini

Avevo bisogno di questo evento per capire che infondo ci si abitua a tutto. Al caffe’ del bar, alla pizza, alle uscite con gli amici, alle vacanze, alle festività, allo shopping. E quei meravigliosi paesaggi di mare, montagna, campagna che lasciavano dentro un grande senso di benessere? Adesso ci sono negati eppure riesco a richiamarne …

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Superare la crisi

Credo che sia chiaro a tutti che non esiste un’esistenza senza delle crisi. Possono essere la separazione, delle perdite, la difficoltà di gestire i familiari e i figli, possono essere crisi lavorative o crisi che riguardano la salute, lo sviluppo personale e la realizzazione.

Non esiste un’esistenza che sia priva di crisi e forse da un certo punto di vista è anche un bene che sia così, perché se ci pensiamo un attimo la crisi vissuta a freddo, a distanza, è chiaro che è per tutti un elemento di crescita, è un elemento di confronto con la realtà della vita e di adattamento.

Eppure però, quando non è vissuta a freddo, cioè nel mezzo della tempesta, riconosciamo tutti che ci sono persone che in maniera più agile affrontano la crisi e che soprattutto la superano senza rimanere incagliati e invece ci sono altre persone che rimangono proprio incagliati come succede ad una barca sugli scogli. Sono quelle persone che ti raccontano la loro crisi come se diventasse un elemento identificativo della loro esistenza intera, cioè non esistono più loro, esiste soltanto la crisi e la crisi definisce chi loro sono. Mentre le altre persone, quelle capaci di rialzarsi e superare le problematiche, molto difficilmente descrivono loro stessi attraverso quella crisi. Anzi una delle caratteristiche principali è proprio la capacità di contestualizzare e mettere in un certo senso tra parentesi quell’episodio, invece di lasciarlo così libero da debordare fino a coprire la tua intera esistenza.

Ecco c’è una cosa importante da dire; tutti noi di fronte a queste differenze, chi ce la fa e chi non ce la fa, caschiamo nella trappola di pensare che sia la fortuna, che sia la genetica, “eh ma a quello lì è andata bene”, “quello è fatto così e io sono fatto diverso”..
Ecco, è interessante analizzare il linguaggio che tutti tendiamo ad utilizzare per giustificare noi stessi nei confronti di altri. Ma in realtà la ricerca ha ormai ampiamente dimostrato che queste differenze strutturali non esistono. Non esistono delle caratteristiche biologiche o caratteriali che fanno sì che una persona ce la faccia rispetto ad un’altra. Esistono delle caratteristiche “costruite”. In altre parole queste sono persone che hanno reso automatico un certo pattern di risposta, una certa modalità di interagire con la realtà. L’hanno resa automatica a tal punto che spesso non se ne rendono neanche conto e quelle sono proprio le persone che reputiamo fortunate, in realtà la fortuna non c’entra, è solo che la modalità con cui hanno interagito fin da una giovane età con la realtà li ha portati ad accumulare queste capacità ed automatizzarle a tal punto che diventano subconsce e non se ne rendono nemmeno conto.

Un dato di fatto importante è che ci sono degli elementi che veramente distinguono la persona che supera la crisi agilmente e la persona che non la supera. Chi la supera sa bene sia cosa non va fatto, e anche che cosa va fatto davanti ad un problema.

Mi voglio concentrare su questi due aspetti elencandoli. Tra quello che non va fatto sceglierei perlomeno 3 elementi:

1) Non bisogna chiudere gli occhi e scappare. La prima grande differenza tra una persona che ce la fa e una che non ce la fa è che la persona che ce la fa subito va incontro alla difficoltà, al pericolo, all’ostacolo. Lo aggredisce prima di essere aggredito. Il detto “La miglior difesa è l’attacco” in questo caso è veramente vero.
Queste sono persone che intravedono la difficoltà all’orizzonte e non chiudono gli occhi e si ritirano a cercare un’altra strada, no dicono “ok, da qua dove sono adesso all’orizzonte, cosa posso fare per arrivare a quello scoglio preparato al massimo?”.

2) La seconda è strettamente connessa con la prima ed è non andare in panico, perché il panico è una risposta estrema a una paura estrema. Il panico corrisponde all’immobilizzazione e al simulare la morte nei rettili; quando non hanno chance e non hanno scampo si immobilizzano. Il panico è la stessa cosa. Vuol dire non sapere se devo andare a destra, sinistra, sopra o sotto. Ma è chiaro che se ti lasci prendere dal panico, il panico emerge nel momento in cui non hai assolutamente la sensazione di esserti preparato adeguatamente.
Ecco perché io coltivo l’idea dell’allenamento continuo, coltivo l’idea del pensare anche agli ostacoli che potranno arrivare nella vita. Proprio appunto l’elemento che ho detto prima: non chiudere gli occhi, ma se chiudi gli occhi non ti prepari mai, mentre se gli occhi sono aperti anche i piccoli ostacoli diventano degli elementi allenanti per i grandi ostacoli. D’accordo? Quindi il panico è una cosa che va evitata a tutti i costi, perché davanti al panico nessuna soluzione operativa reale può effettivamente materializzarsi.

3) Tra le cose che non vanno fatte c’è il non lamentarsi e non sfogarsi. Lo sfogo nei confronti degli altri è totalmente inutile e corre il rischio di destabilizzare altri territori della tua esistenza, perché le persone che ti stanno a fianco non hanno nella stragrande maggioranza dei casi nulla a che fare con l’ostacolo che tu devi effettivamente superare e la lamentela è una modalità di parlare continuamente del problema senza però affrontarlo.
Una delle lamentele più ricorrenti di fronte alle crisi è proprio quella di ritenersi gli unici sfortunati che hanno avuto quel problema, facendo finta perché, chiunque lo sa, che gli altri o non l’hanno avuto o appunto per fortuna l’hanno superato, come se fosse un miracolo.

Ecco poi le persone che riescono ad affrontare le crisi in maniera efficace sanno anche bene che cosa va fatto:

1) Rafforzare le competenze. Questo è un lavoro che va fatto in continuazione, più competenze hai, più risorse hai che arricchiscono le tue capacità di resilienza e più preparato sarai di fronte alla difficoltà. Del resto non c’è certamente niente di sorprendente in questo. I militari perché si addestrano continuamente? Più l’unità militare è specializzata, più l’unità militare è un gruppo d’élite e più tempo passano in puro addestramento. Ci sono unità militari di altissimo livello che passano la loro intera carriera ad addestrarsi. Perché questo? Perché questo accumulo di competenze fa sì che non ci sia sorpresa, che non ci sia panico, che ci sia automaticità nella risposta. Questo è quello che devo fare. Finito.

2) Cercare una negoziazione, creare un ponte, creare un compromesso. Le persone che falliscono sono le persone che vedono sempre tutto bianco o tutto nero. Allora si illudono per anni che tutto sia bianco, poi vedono tutto nero e dicono “ah non c’è niente che posso fare”.
Le persone che hanno successo e che riescono a superare le crisi negoziano, scendono a compromessi, trovano la via nel labirinto e non pensano “adesso abbatto tutto e vado dritto”, perché puoi abbattere tutto se sono dei muretti di carta, ma se sono cemento armato ti schianti tu. Quindi la capacità di essere flessibili e di superare come l’acqua, e non a caso in tutte le filosofie orientali l’acqua è vista come l’elemento più potente perché non è comprimibile, perché trova sempre alla fine il modo per arrivare dove vuole.

3) Avere chiaro qual è il tuo obiettivo finale. Molto spesso le persone davanti una crisi, proprio perché entrano nel panico, non sanno nemmeno esattamente che soluzione vogliono. Pensate alle difficoltà e alle crisi di rapporti tra coppie per esempio. Persone che vanno avanti in rapporti complessi che non danno nulla né all’uno né all’altro, ma entrambi non riescono a rompere perché in realtà non sanno cosa vogliono. Quindi la chiarezza su dove vuoi essere una volta che hai superato questo ostacolo è fondamentale per superarlo.

Allora la cosa importante da capire è che sono le abitudini ed è l’allenamento che crea quell’automaticità di risposta che ti dà la capacità di superare una crisi. Ma attenzione però, abitudine allenamento si instaurano anche al negativo quando io non controllo il percorso.

Ecco perché sembra così difficile il cambiamento, perché se sei stato in una condizione di automaticità negativa per tanti anni, quello è diventato il tuo pattern di risposta. Ma è da lì che bisogna cominciare per iniziare ad allenare un nuovo percorso.

Filippo Ongaro

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Tutto finisce se non si evolve

Ogni relazione nasce per un progetto preciso che viene determinato dalle Anime che si incontrano. Ogni rapporto ha dunque una sua funzione specifica, che ha lo scopo di far crescere le persone come singoli individui, oltre che come coppia.

La funzione per cui la relazione nasce, siano essi partner, amici, conoscenti, parenti o altro ancora, ha un suo motivo di esistere.

Ad esempio, si può incontrare un’amica perché si ha bisogno di una sorella; mancando questa figura nella propria famiglia, si ricerca colei che più assomiglia alla sorella che vorremmo avere. Dunque in una relazione del genere, si scambiano appoggio, ascolto, condivisione, affetto reciproco.

A volte le amicizie nascono in compagnia, nell’età spensierata dell’adolescenza. Ci si incontra per ridere, scherzare, andare a ballare, condividere esperienze tipiche di quella fase di vita in cui si ha voglia di esplorare, giocare, conoscersi.

Queste relazioni amicali possono durare tutta la vita, se il sentimento è reciproco ed assolve la funzione per cui è nato. Oppure possono finire nel momento in cui, ad esempio, si cresce, si trova lavoro, magari ci si sposa ed il bisogno di divertimento e leggerezza viene sostituito da un bisogno di stabilità, da ritmi diversi, da altre necessità. Ecco che un’amicizia può finire, perché termina la sua funzione.

Tra partner, talvolta ci si frequenta perché nell’altro vediamo il padre (o la madre) che ci manca, oppure il padre (o la madre) che vorremmo avere.

L’altro può essere la persona che ci insegna, come nel caso di un rapporto tra maestro e discepolo. Finché che questa funzione viene soddisfatta, il rapporto continuerà, nutrendo le necessità di entrambi. Ma se questa dinamica viene completata e la coppia non è in grado di fare ‘un balzo quantico’, ecco che il rapporto può finire, non essendoci più niente da insegnare e da apprendere.

In caso di rapporti più complicati e meno risolti, ci si può scambiare il ruolo di vittima e carnefice, dove fintanto che c’è una dipendenza reciproca, questa contribuirà al ripetersi di dinamiche di sofferenza. In omeopatia si dice ‘ci si attrae per malattia’ ed è vero che ‘possiamo essere guariti solo da chi soffre del nostro stesso male’, perché solo quella persona può capirci da vvero fino in fondo. Una volta guariti, il rapporto ha la possibilità di evolvere e cambiare, se lo si desidera.

Dunque ogni rapporto ha lo scopo di accompagnarci finché è utile per la nostra crescita personale. Finita la funzione di evoluzione, la relazione ha la possibilità di trasformarsi in qualcos’altro, magari diversamente evolutivo, ma ci deve essere la volontà e la consapevolezza di entrambe le parti, in caso contrario essa stessa termina.

Ogni incontro ha perciò un senso, sia che duri un’ora, un anno o una vita intera. Per questo non esistono ‘relazioni sbagliate’, ma solo le ‘relazioni giuste per quel momento della nostra Vita’. Se riusciamo ad avere questa ‘visione elevata’, ecco che tutto assume una prospettiva diversa e possiamo liberarci dal rancore, dalla sofferenza, dal rammarico e dall’amarezza che spesso avvolgono la fine dei rapporti.

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Ingrid Cella 

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Successo e Sacrificio

L’unica cosa che non Puoi fare è quella per cui non hai voglia di sacrificarti…
Tante persone pensano che il successo professionale sia dovuto alla fortuna oppure ad un capitale del quale si dispone.
Bello sbaglio…
Il successo arriva solo ed esclusivamente se alle spalle ti lasci sacrifici e sacrificati ed è strettamente proporzionato alla capacità di non abbattersi difronte al sacrificio della persona più importante della tua vita… Te stesso
Dedicato a tutti quelli che pensano di non valere ed a quelli che vivono pensando che i sogni non sono realizzabili…

Donatella Sciarra

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Auto-consapevolezza

Con il tempo, ci rendiamo conto che lo stato migliore della vita non è essere innamorati, ma stare tranquilli.
Equilibrio
Solo quando raggiungiamo questo stato interiore in cui niente è di troppo e non sentiamo la mancanza di nulla, siamo davvero pieni.
Certo, l’amore ha la sua importanza e può arrivare, ma non è una necessità obbligatoria.
Mi incuriosisce che trovare il partner perfetto sia motivo di ricerca da parte di molte persone e spesso mi accorgo che viene vissuta come una priorità persino rispetto alla ricerca del la reale intenzione e dunque dell’auto-conoscenza.
Essere in equilibrio, e beneficiare di tutto quello che l’universo ci mette a disposizione, è possibile solo dopo aver compreso che niente e nessuno è indispensabile alla nostra felicità perché da soli, ci possiamo bastare….

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Mental & Body Training per migliorare il benessere della mente e del corpo

Spesso in passato mi accadeva di trovarmi in quella selva oscura che era la mia mente, sovrastata da pensieri pesanti e domande a raffica.

Avevo difficoltà a dormire e sopratutto il sonno ed il riposo non mi appagava.

A seguito di un trauma preceduto da altri due della stessa entità, il lutto, presa dal più totale sconforto, decisi di capirne di più su ciò che magistralmente ci governa;

il cervello.

Iniziai così letture e studi da autodidatta fino ad imbattermi in una scuola per Coach professionisti e programmazione neurolinguistica.

Nonostante il Master e tante ore di tirocinio, mi mancava ancora qualcosa e quella pace che tanto ricercavo nei pensieri non arrivava.

Un giorno per caso lessi un articolo sulla meditazione e dunque nonostante lo scetticismo, decisi di andare in un centro dove presentavano in modalità work shop, questa tipologia di tecnica ed il percorso di meditazione.

Delusa del tanto chiacchierare,  e disgustata dalle cifre astronomiche che venivano richieste a fronte di tecniche si funzionali ma non complete, andai via.

Dopo qualche giorno e presa dalla curiosità, iniziai delle ricerche personali.

Ancora ricordo: a random su google senza meta; “Ceercavo la pace”.

Trovai cosi’ un forum nel quale mi iscrissi e li riuscii a farmi notare con le mie numerose domande e congetture, da un maestro Yoga e Spirituale il quale mi invitò nella sua modestissima dimora nei boschi Bergamaschi, per uno studio più approfondito.

Posso dire per certo che l’incontro con il mio Maestro K. e l’ingresso nel movimento Maharishi di Meditazione Trascendentale, per poi passare agli studi della filosofia Yoga, ha veramente cambiato la mia vita.

Dopo aver poi conseguito un diploma nazionale come educatore sportivo e con un master in coaching e pnl, ho iniziato a sperimentare una pratica binaria dove la mente ed il corpo, coinvolte come in una danza, spaziano nello sconfinato piacere di una mente calma.

Da li la mia esigenza di aprire nella città in cui vivo, San Giorgio a Cremano, un piccolo rifugio dove oggi, diverse sono le persone che vengono per praticare con me il Mental & Body Training. La Wellness Academy Asd.

 

Di seguito l’intervista della giornalista e scrittrice Eva de Prosperis  ed il portale di informazione quotidiana NapoliClick 

 

 

http://www.napoliclick.it/portal/benessere/8363-mental-and-body-training-la-pratica-di-meditazione-che-unisce-corpo-e-mente.html

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